Un fornitore web non si sceglie in base a un portfolio o a una tariffa giornaliera. Il fattore discriminante nel 2024 è la capacità del fornitore di consegnare un progetto conforme agli obblighi normativi recenti, in particolare in materia di accessibilità, garantendo al contempo la vostra autonomia tecnica dopo la messa online.
Accessibilità e European Accessibility Act: il criterio che il vostro capitolato dimentica
Dal 28 giugno 2025, l’European Accessibility Act impone la conformità dei servizi di commercio elettronico destinati ai consumatori. I nuovi servizi devono essere accessibili fin dalla loro messa online. I servizi esistenti hanno un periodo transitorio fino al 28 giugno 2030.
La responsabilità di questa conformità ricade sull’azienda che fornisce il servizio al consumatore, non sull’agenzia che sviluppa il sito. In altre parole, se il vostro fornitore consegna un sito non conforme, siete voi a portare il rischio legale.
Raccomandiamo di esigere contrattualmente tre elementi: il riferimento di accessibilità utilizzato (RGAA o WCAG), i test previsti durante lo sviluppo e una procedura di correzione documentata con deliverable di audit. Un fornitore che non menziona l’accessibilità nel suo preventivo nel 2024 accusa un ritardo metodologico significativo.
L’accessibilità non si riduce al contrasto dei colori. I requisiti coprono l’intero percorso di acquisto, i moduli, la navigazione da tastiera, la struttura semantica dell’HTML e la compatibilità con le tecnologie assistive. Verificate che il team proposto includa una competenza reale su questi argomenti, non una semplice menzione commerciale.
L’esenzione riguarda esclusivamente le microimprese di meno di dieci persone il cui fatturato annuale o il totale del bilancio non supera i 2 milioni di euro. Se la vostra struttura supera queste soglie, siete interessati, indipendentemente dalle dimensioni del vostro sito.

Proprietà del codice e degli accessi: clausola contrattuale prima di ogni criterio tecnico
Prima di valutare le competenze di un’agenzia web, è necessario chiarire un punto di diritto spesso trascurato nei preventivi: a chi appartengono il codice sorgente, il nome di dominio e gli accessi di hosting una volta consegnato il progetto. Osserviamo ancora contratti in cui il fornitore mantiene la proprietà del codice, il che rende qualsiasi migrazione successiva giuridicamente complessa e tecnicamente costosa.
Il contratto deve specificare esplicitamente la cessione dei diritti patrimoniali sul codice consegnato. Deve anche prevedere la consegna di tutti gli identificativi (hosting, registrar, back-office CMS, account analytics) entro un termine definito dopo la messa online. Un fornitore che rifiuta questa clausola vi rinchiude in una dipendenza tecnica.
Quando cercate di trovare un fornitore con CM 35, questi punti contrattuali meritano di essere sollevati fin dal primo scambio, prima ancora di discutere di CMS o design.
Stack tecnico e scelta di CMS: confrontare metodi, non loghi
La scelta tra WordPress, uno sviluppo su misura o una piattaforma no-code non dovrebbe dipendere dalle preferenze del fornitore. Dipende dalla complessità funzionale del vostro progetto, dalla vostra capacità di gestione dei contenuti internamente e dalle vostre esigenze di prestazione.
Un sito vetrina con una decina di pagine e un modulo di contatto non giustifica uno sviluppo custom. Al contrario, un sito e-commerce con funzionalità di gestione degli stock specifiche, modalità di pagamento multiple o una logica di business particolare può richiedere un CMS headless o un framework dedicato.
Raccomandiamo di valutare lo stack tecnico su tre criteri concreti:
- Autonomia editoriale: potete modificare il contenuto, aggiungere pagine e gestire i media senza l’intervento del fornitore dopo la consegna?
- Manutenibilità: il fornitore documenta il suo codice, utilizza un gestore di versioni (Git) e prevede un piano di aggiornamenti di sicurezza?
- Prestazioni misurabili: il preventivo include obiettivi numerici sui Core Web Vitals (LCP, CLS, INP) o si limita a un design responsive?
Un fornitore che propone sistematicamente la stessa piattaforma CMS indipendentemente dal progetto segnala una mancanza di versatilità tecnica. La raccomandazione del CMS dovrebbe derivare dall’analisi delle vostre esigenze funzionali, non viceversa.

Composizione del team di progetto e subappalto: le domande da porre prima di firmare
La qualità di un fornitore web si misura in base al team che lavora realmente sul vostro progetto. Chiedete i nomi e i ruoli delle persone assegnate. Un project manager che gestisce dodici clienti contemporaneamente non produce lo stesso follow-up di un team dedicato con punti settimanali strutturati.
Il subappalto offshore non è un problema di per sé, ma deve essere dichiarato nel contratto. Il principale rischio: un interlocutore commerciale in Francia e sviluppatori all’estero senza possibilità di comunicazione diretta. Esigete di sapere chi programma, chi integra e chi testa.
Controllate anche cosa è escluso dal preventivo. La redazione dei contenuti, l’ottimizzazione SEO on-page, la configurazione degli strumenti di analisi, la formazione al back-office: queste prestazioni rappresentano spesso un volume di lavoro comparabile allo sviluppo stesso. Un preventivo che mostra una tariffa attraente escludendo queste voci non è comparabile a un preventivo globale.
- Richiedete un piano di consegna con traguardi intermedi e deliverable validabili a ogni fase
- Verificate se la fase di collaudo (fase di test prima della messa online) è inclusa e quanti cicli di correzione sono previsti
- Chiarite le condizioni di manutenzione post-consegna: durata, ambito, tempo di risposta garantito in caso di guasto
La scelta di un fornitore web nel 2024 si basa meno sul design e più sulla solidità contrattuale, la conformità normativa e la trasparenza operativa. Un buon fornitore vi rende autonomi dopo la messa online, non vi rende dipendenti per ogni modifica di testo o aggiornamento di sicurezza.



