Parcheggiare tra due veicoli richiede ben più di una semplice manovra: le distanze laterali, la posizione rispetto al marciapiede, la durata massima consentita e le sanzioni variano a seconda del tipo di parcheggio scelto e della normativa locale. Questo articolo confronta i vincoli reali associati a ciascuna configurazione e dettaglia i punti che il codice della strada spesso lascia nell’ombra.
Sanzioni per tipo di infrazione di parcheggio: tabella comparativa
Il valore della multa e le conseguenze pratiche differiscono notevolmente a seconda della natura dell’infrazione. La tabella sottostante raggruppa i casi più frequenti quando si parcheggia tra due auto o nelle vicinanze di altri utenti della strada.
| Infrazione | Classe di contravvenzione | Ritiro di punti | Possibile rimozione |
|---|---|---|---|
| Parcheggio fastidioso (troppo lontano dal marciapiede, invasione della carreggiata) | 2ª classe | No | Sì, secondo ordinanza locale |
| Parcheggio molto fastidioso sul marciapiede | 4ª classe | No | Sì |
| Parcheggio abusivo (oltre la durata consentita) | 2ª classe | No | Sì, dopo accertamento |
| Parcheggio in doppia fila | 2ª classe | No | Sì |
| Non rispetto del parcheggio alternato | 1ª classe | No | No (salvo ordinanza specifica) |
Un punto emerge chiaramente: il parcheggio molto fastidioso sul marciapiede non comporta alcun ritiro di punti, ma la multa di 4ª classe e la rimozione immediata lo rendono l’infrazione più costosa della lista. Gli automobilisti che accostano il loro veicolo al marciapiede per lasciare spazio al vicino, al punto di invadere il passaggio pedonale, si espongono a questa sanzione senza saperlo.
Conoscere le regole di parcheggio tra due auto permette di anticipare queste contravvenzioni, in particolare la distanza laterale da rispettare rispetto al veicolo vicino e al bordo della carreggiata.

Durata massima di parcheggio: il limite dei 7 giorni e le sue varianti locali
Il parcheggio abusivo sulla via pubblica è limitato a 7 giorni consecutivi nello stesso posto. Questa regola nazionale è spesso percepita come una soglia fissa, ma i comuni hanno il potere di fissare una durata più breve tramite ordinanza municipale.
In zone ad alta rotazione (centro città, vicinanza a stazioni), alcuni comuni riducono questo termine a 24 o 48 ore tramite segnaletica locale. Ignorare un cartello di zona a tempo limitato espone a una contravvenzione di 2ª classe, seguita da una procedura di rimozione se il veicolo non viene spostato dopo accertamento.
Il margine di errore è ridotto per gli automobilisti che lasciano la loro auto parcheggiata tra due veicoli durante un lungo spostamento. Controllare i cartelli di segnalazione sul posto rimane l’unica precauzione affidabile, poiché nessun dispositivo digitale centralizzato registra ancora le ordinanze locali di durata.
Parcheggio alternato semi-mensile: la trappola del cambio di lato
Negli strade dove si applica il parcheggio alternato semi-mensile, i veicoli devono cambiare lato due volte al mese. L’articolo R417-2 del codice della strada regola questo passaggio, e un dettaglio operativo sfugge alla maggior parte degli automobilisti.
Il cambio di lato deve essere effettuato entro le 21:00 l’ultimo giorno del periodo. Spostare la propria auto la mattina successiva espone a una contravvenzione di 1ª classe, anche se il ritardo è di sole poche ore.
Questa regola assume particolare importanza quando si parcheggia tra due veicoli in una strada stretta a senso unico. La sera del cambio, la strada si trova temporaneamente saturata da entrambi i lati mentre gli automobilisti manovrano. Anticipare lo spostamento all’inizio della serata riduce il rischio di non trovare un posto da quel lato.
Identificare i cartelli di parcheggio alternato
Due cartelli stradali indicano il regime applicabile:
- Un cartello con il numero 1 su sfondo blu (parcheggio autorizzato dal 1 al 15 del mese, lato dispari della strada)
- Un cartello con il numero 16 su sfondo blu (parcheggio autorizzato dal 16 fino alla fine del mese, lato pari)
- L’assenza di cartelli in una strada adiacente non significa che il regime cessi: controllare ogni tratto separatamente evita brutte sorprese

Assistenza al parcheggio automatico: ciò che la tecnologia non sostituisce
I sistemi di assistenza al parcheggio (park assist, telecamere di retromarcia, sensori ad ultrasuoni) facilitano la manovra tra due veicoli. La loro precisione è progredita al punto che alcuni modelli gestiscono autonomamente l’intera manovra di parcheggio o di sosta in retromarcia.
Il conducente rimane giuridicamente responsabile della manovra, anche quando il sistema pilota il volante. Un urto causato da un sensore difettoso o da una cattiva rilevazione di ostacoli coinvolge la responsabilità del conducente, non quella del costruttore. Questa precisione, ricordata da istruttori di guida, cambia il modo di utilizzare queste tecnologie.
Due limiti tecnici meritano attenzione:
- I sensori ad ultrasuoni perdono affidabilità in caso di pioggia intensa o quando la carrozzeria del veicolo vicino presenta forme insolite (portabici, gancio di traino sporgente)
- Le telecamere di retromarcia offrono un angolo limitato che non copre le zone laterali basse, precisamente dove si trovano i cordoli e i bordi del marciapiede
- Il park assist calcola lo spazio necessario sulla base della lunghezza del veicolo, ma non tiene conto di uno specchietto retrovisore ripiegato del veicolo vicino
Disattivare il sistema e riprendere la manovra manualmente rimane la reazione adeguata non appena l’ambiente esce dal quadro previsto dal costruttore.
Parcheggio in parallelo, in retromarcia, a spina: distanze e rischi confrontati tra due veicoli
La configurazione del parcheggio determina direttamente il rischio di urto con il veicolo vicino. In parallelo (parcheggio laterale), lo spazio longitudinale tra due auto dipende dalla lunghezza cumulativa dei veicoli e dalla dimensione del posto. Un margine di almeno 50 centimetri davanti e dietro facilita il rilascio senza toccare il paraurti vicino.
In retromarcia (perpendicolare alla carreggiata), il rischio si sposta sui lati. L’apertura delle portiere è la prima causa di incidenti nei parcheggi. Parcheggiare in retromarcia migliora la visibilità all’uscita e riduce il rischio di colpire un pedone o un veicolo in transito nell’area.
Il parcheggio a spina, comune nei parcheggi commerciali, impone un angolo d’ingresso preciso. Un allineamento errato invade il posto vicino e costringe il conducente accanto a parcheggiare di traverso, creando un effetto domino su tutta la fila. Centrando il veicolo tra le linee a terra si protegge l’intera utenza del parcheggio, non solo le due auto adiacenti.
Il codice della strada non stabilisce una distanza minima numerica tra due veicoli parcheggiati al di fuori delle linee a terra. La regola generale impone di non ostacolare la circolazione né gli altri utenti, il che lascia l’apprezzamento alle forze dell’ordine e, in caso di controversia, al tribunale di polizia. Rispettare le linee esistenti e mantenere una distanza sufficiente per aprire le portiere rimane il riferimento più affidabile nella vita quotidiana.



